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Complesso Monumentale dello Steri

La "Madonna del Velo". Presentazione del restauro

Dipinto Madonna del Velo - autore ignoto

Rinasce allo Steri la "Madonna del Velo": l’Università di Palermo presenta il restauro della preziosa testimonianza del capolavoro perduto di Raffaello.

L’intervento, frutto di una sinergia tra Unipa Heritage - Sistema Museale di Ateneo, il Corso di Laurea in Conservazione e Restauro e la Soprintendenza BB.CC.AA., restituisce alla città un’opera chiave del Seicento palermitano.

Giovedì 29 gennaio 2026, alle ore 10:30, la Chiesa di S. Antonio Abate presso il Complesso Monumentale dello Steri (Piazza Marina, 61) farà da cornice alla presentazione e consegna del dipinto restaurato della "Madonna del Velo".

L'iniziativa rappresenta un momento d'eccellenza nel progetto di valorizzazione del patrimonio storico e artistico dell'Ateneo, promosso da Unipa Heritage in stretta collaborazione con il Corso di Laurea Magistrale (CLM) in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali e con la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo.

L'OPERA E IL RESTAURO

Il dipinto, una tela di autore ignoto risalente alla fine del XVI secolo, è una delle rare e più significative riproduzioni della celebre Madonna del Velo di Raffaello Sanzio, capolavoro originale del maestro urbinate oggi irrimediabilmente scomparso. Il dipinto rappresenta il momento dell’adorazione del Bambino da parte della Vergine alla presenza di San Giovanni, anch’egli infante. Storicamente esposta nella Sala del Rettorato e facente parte della Pinacoteca della Regia Università, l'opera è stata oggetto di un minuzioso intervento di restauro, tesi di laurea della dott.ssa Giuditta Ermio. L’intervento si è svolto nell’ambito del percorso formativo professionalizzante “PFP2” del Corso di Laurea (studenti del terzo anno), con la direzione tecnica delle restauratrici di Beni Culturali, docenti a contratto dell’Ateneo Dott.sse Sabrina Sottile, Antonella Tumminello e Cristina Catanzaro, relatore il prof. Carl Alexander Auf Der Heyde e con la consulenza tecnico-scientifica dei docenti Ing. Bartolomeo Megna, Giuseppe Lazzara e del Dott. Gaetano Bongiovanni, Storico dell’Arte. L’ alta sorveglianza sui lavori è stata eseguita dalle dott.sse Maria Reginella e Maria Concetta Lotà della Soprintendenza dei beni Culturali e ambientali di Palermo. 

Due misteri avvolgono l’opera, il primo riguarda l’autore e la storia di questa tela che ha sempre fatto parte del patrimonio dell’Ateneo, sin dalla sua fondazione. Se da un lato la realizzazione del dipinto all’interno del contesto palermitano che conosce nel Cinquecento avanzato una stagione di raffaellismo, testimoniata dalla presenza dello “Spasimo di Sicilia” e di numerosissime copie a partire da altri soggetti raffaelleschi, porta a pensare a una scuola di copisti a Palermo, dall’altra, l’esecuzione pittorica della nostra opera e l’impiego di un pigmento in particolare per la realizzazione del cielo, che si ritiene verosimilmente essere Smaltino, fanno propendere in misura maggiore per una seconda ipotesi che vedrebbe, al contrario, l’artista collocato nell’area veneta.

Un altro “velo” è il mistero che riguarda la storia dell’opera originale. Non è noto né dove l’opera fosse ubicata prima della sua scomparsa né il nome del committente per il quale fu realizzata. Ci sono più voci che, addirittura, inducono a credere alla non esistenza dell’opera, tuttavia una prova esiste, ed è rappresentata dal cartone con il disegno preparatorio esposto nel 1870 presso la Galleria dell’Accademia di Firenze. Nel 1895 il cartone fu esposto alle Gallerie degli Uffizi per poi sparire definitivamente in seguito alle vicende belliche.

Un’altra ipotesi è che la perduta Madonna del Velo sia stato il prototipo più antico per la Madonna dal Diadema Blu realizzato durante la fase fiorentina di Raffaello e conservato nel Museo del Louvre.

L’indagine non ha solo permesso il recupero estetico e materico del manufatto, ma ha svelato l’esistenza di altre 14 copie nel mondo. Queste copie risultano essere di due tipologie: strettamente aderenti al modello cinquecentesco e versioni con variazioni sul tema. Esempio del primo tipo è la Madonna del Velo nella collezione del Princeton University Art Museum, che si ritiene realizzata dalla bottega di Raffaello basandosi sull’originale scomparso. La copia di Palermo è uno dei migliori esempi della seconda tipologia.

IL PROGRAMMA DELLA CERIMONIA

L’evento vedrà l’intervento delle massime autorità accademiche e dei protagonisti del recupero:
Saluti Istituzionali:
•    Prof. Massimo Midiri, Magnifico Rettore dell’Università di Palermo;
•    Prof. Michelangelo Gruttadauria, Presidente di Unipa Heritage - Sistema Museale di Ateneo;
•    Prof. Giuseppe Lazzara, Coordinatore del Corso di Studi in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali.

Seguirà una breve descrizione tecnica a cura della dott.ssa Giuditta Ermio
 

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