Orto Botanico
Una collezione storica di Filtri a carbone (XIX-XX sec.): nuova acquisizione

Il Sistema Museale di Ateneo è lieto di annunciare l'acquisizione di una rara collezione storica di sei filtri a carbone per la depurazione dell'acqua, in porcellana e gres, testimonianza fondamentale dell'evoluzione tecnica della depurazione dell'acqua tra il XIX e il XX secolo, in esposizione presso l'Erbario storico dell'Orto Botanico.
Questi oggetti non sono solo preziosi manufatti ceramici, ma rappresentano la risposta tecnologica alle grandi epidemie di colera e tifo che colpirono le metropoli industriali come Manchester e Londra durante l'Ottocento.
La svolta della potabilizzazione dell'acqua
Nel 1800, la crescente industrializzazione inquinò gravemente le fonti idriche urbane. I filtri a carbone rappresentarono una svolta cruciale per la potabilizzazione dell'acqua, evolvendo da semplici metodi casalinghi a sistemi sempre più strutturati. La soluzione arrivò dall'ingegno di maestri vasai come John e Henry Doulton, che inventarono un sistema avanzato di filtraggio gravitazionale dell'acqua ingegnosamente costruito con tubi di ceramica e carbone (sostanza depurativa già nota ai Romani).
- 1827: John Doulton crea i primi contenitori in gres con strati di carbone in polvere. Nasce il filtraggio gravitazionale moderno per combattere l'inquinamento industriale.
- 1861: La Regina Vittoria ordina filtri Doulton per la residenza di Westminster. L'igiene dell'acqua diventa una priorità nazionale e un simbolo di status.
- 1862: Henry Doulton inventa il "Manganous Carbon Filter". È il primo sistema a cartuccia con blocchi di carbone sovrapposti avvitati sul fondo di un cesto di arenaria: l'efficienza antibatterica raggiunge il 99%.
- 1860-1880: Aziende come W.M. Jowett e Slack & Brownlow lanciano i "Self-Cleansing carbon filter" (Filtri a carbone auto-pulenti) a flusso inverso. Il gres vittoriano diventa lo standard per la depurazione domestica.
- 1880-1890: Il "Filtre Rapide" di Maignen trionfa nelle esposizioni internazionali. In Italia, la Manifattura Ginori adatta la tecnologia alla maiolica artistica.
- 1905: Introduzione del tubo in porcellana porosa o candela per il filtraggio dell'acqua, che diventa standard per ospedali e laboratori di tutto il mondo.
Come funzionavano?
I filtri sfruttavano la porosità del carbone attivo per agire come una spugna meccanica e chimica, intrappolando particelle, sedimenti e sostanze organiche responsabili di cattivi odori e malattie. Molti modelli, come i "Self Cleansing" (1860-1880), erano già progettati con sistemi a flusso inverso per la pulizia dei depositi, anticipando i moderni sistemi di manutenzione. La transizione dai filtri casalinghi a "blocchi di carbone" sovrapposti e avvitati segnò il passaggio dalla produzione artigianale all'ingegneria sanitaria moderna.
I manufatti della collezione
La collezione acquisita vanta esemplari di eccezionale valore stilistico e tecnico:
1. Filtro Igienico W.M. Jowett & Co.
- Produzione: Manchester, Regno Unito (Seconda metà XIX sec.)
- Materiale: Gres porcellanato | Altezza: 56 cm
- Note storiche: Caratterizzato dal marchio "San Giorgio che uccide il drago" e il timbro "Filtro igienico". La ditta, con sede a Manchester, era un punto di riferimento per l'igiene vittoriana tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
2. "Filtre Rapide" Maignen’s
- Produzione: Londra, Regno Unito (Seconda metà XIX sec.)
- Materiale: Terraglia invetriata decorata con decalcomanie | Altezza: 45 cm
- Note storiche: Fondata nel 1880, la ditta Maignens Filtre Rapide and Anti-Calcaire Company di Prosper Auguste Maignen, con sede a Londra, divenne celebre per l'efficienza dei suoi sistemi, come il "Filtre Rapide" (Filtro Rapido) in ambito militare e industriale, ottenendo numerosi riconoscimenti internazionali per l'innovazione sanitaria.
3. Berkefeld Filter Gesellschaft G.M.B.H.
- Produzione: Celle, Germania (Primi anni del 1900)
- Materiale: Terraglia invetriata con decorazione in stile Art Nouveau | Altezza: 56 cm
- Note storiche: Inventato nel 1891 dall'ingegnere tedesco Wilhelm Berkefeld, utilizza la diatomite (terra di diatomee) come strato filtrante. Questo modello unisce l'efficacia dimostrata durante l'epidemia di colera di Amburgo (1892) a una raffinata estetica Liberty.
4. Filtro a Carbone Compresso Slack & Brownlow
- Produzione: Manchester, Regno Unito (Metà XIX sec.)
- Materiale: Gres porcellanato | Altezza: 46 cm
- Note storiche: Prodotti presso la Canning Works di Manchester a partire dal 1830, questi filtri erano celebri per l'esportazione nei paesi caldi. Presentano decorazioni tipiche dell'epoca come manici a testa di leone e rilievi floreali o a forma di felce e un rubinetto.
5. Filtro tipo "Pasteur"-Chamberland (J. Defries & Son)
- Produzione: Londra, licenza francese (Seconda metà XIX sec.)
- Materiale: Gres porcellanato | Altezza: 51,5 cm
- Note storiche: Basato sull'invenzione del 1884 di Charles Chamberland (assistente di Louis Pasteur). È un dispositivo rivoluzionario in porcellana porosa capace di eliminare batteri e microrganismi, commercializzato a Londra dalla ditta Defries & Sons che ottenne la licenza per produrlo, contribuendo alla loro diffusione in epoca vittoriana.
6. Filtro Chimico Meccanico "Manifattura Ginori"
- Produzione: Doccia (Firenze), Italia (Seconda metà XIX sec.)
- Materiale: Maiolica decorata | Altezza: 58 cm
- Note storiche: Testimonianza dell'eclettismo della Manifattura Ginori. Presenta una raffinata decorazione color porpora "alla maniera di porfido", un cartiglio ovale blu e un'imboccatura per il rubinetto a forma di testa leonina in bassorilievo smaltata di bianco. Nella parte superiore, due piccole prese ad aletta.


